martedì 14 marzo 2017

MILES MOSLEY


MILES MOSLEY (2017) Uprising




La transizione dalla presidenza Obama a quella di Trump e la Brexit sembrano aver rinvigorito l’ispirazione della musica black in entrambe le sponde dell’oceano: in Inghilterra lo splendido secondo album soul di Michael Kiwanuka ed i dischi d'esordio di matrice alt-R&B per Sampha e rap per Loyle Carner; negli USA le pregevoli conferme alt-R&B di Frank Ocean e Solange, la sorpresa (anche nelle vendite) alt-jazz di Kamasi Washington e lo stimolante debutto da solista di Miles Mosley testimoniano una scena attualmente più vivace, colta ed innovativa di quella white (inglese ed americana). Mosley esordisce in proprio a 36 anni dopo numerosi dischi da cantante e polistrumentista (ma è uno dei contrabbassisti più apprezzati al mondo) dei West Coast Get Down, collettivo aperto di Los Angeles che ha contribuito a fondare e che lo accompagna in “Uprising” (arruolato lo stesso Kamasi al sax che ricambia il ruolo di bassista di Mosley nell’acclamato “The Epic”). Del suo stile si dice che è come se Jimi Hendrix suonasse il contrabbasso nella band di Prince. Ma anche queste due grandi figure non caratterizzano la scelta compositiva e degli arrangiamenti di Mosley. Le radici del nostro vanno cercate in tutta la musica nera, dal jazz orchestrale al funk/R&B di James Brown, dal ritmo elettrizzante del nigeriano Keziah Jones al tropismo radiofonico di Lenny Kravitz, dall’heavy soul di Cody ChesnuTT al funky dei Temptations, dalla versatilità di Ben Harper al blues bastardo ed elettrico di Gary Clark Jr. e Fantastic Negrito. Nonostante sia stato session man prezioso nei dischi di Lauryn Hill, Mos Def, Kendrick Lamar, Gnarls Barkley, Joni Mitchell, Jeff Beck, nelle sue composizioni il nu-soul, il rap, l’alt-R&B e la musica bianca hanno un ruolo modesto. Profusione di fiati e consistenti (a volte eccessivi) arrangiamenti per archi sottolineano un'enfasi cinematografica che tuttavia non stanca con i ripetuti ascolti, grazie anche a deliziosi contrappunti pianistici ed alla varietà delle costruzioni melodiche (di matrice mista black & white europea). Rimane qualcosa da limare, ma in “Uprising” l'entusiasmo e l'energia sono contagiosi. Col tempo scopriremo se è nata una nuova stella.
Voto Microby: 8.5
Preferite: Abraham, Reap A Soul, More Than This

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