lunedì 9 luglio 2018

Recensioni al volo: Jon Allen, Mamas Gun

MAMAS GUN - Golden Days (2018)



Gruppo londinese di funky-soul revival attivo da una decina di anni, il cui nome si rifà all’omonimo disco di Erykah Badu del 2000, rappresenta uno dei migliori progetti di recupero del soul/R&B anni ’70 e ’80, con l'obiettivo di ravvivarne l’ispirazione, aggiornandone e modernizzandone i contenuti musicali e testuali. 
Al loro quarto lavoro, il loro sound è perfetto per l’estate, risultando contemporaneamente datato e senza tempo, proprio come avveniva per i pionieri del genere, negli anni ’60 e ’70.  Il loro soul stile Stax (con quei fiati ipnotici…) si alterna a  momenti più lo-fi, contaminazioni smooth rock o ouverture psichedeliche . Nel disco si sentono Stevie Wonder, Prince, Curtis Mayfield o, più modernamente Mayer Hawthorne, i Dap Kings e gli Alabama Shakes. Da ascoltare: You Make my Life a Better Place, The Spooks, We.  Voto:




JON ALLEN - Blue Flame (2018) 

Quarto lavoro per il cantautore inglese, originariamente scoperto da Mark Knopfler: dal suo album di esordio del 2009 era stato estratto un brano  (“Going Home”) utilizzato per uno spot della Land Rover, grazie al quale è riuscito ad autoprodursi i dischi, fondando l’etichetta Monologue. Dopo una serie di concerti a fare da spalla, tra gli altri, a Damien Rice, Seal, Knopfler, Emmylou Harris e Robert Cray, dal folk-blues degli esordi mano a mano il suo stile è evoluto verso un folk-pop elettroacustico a forte impronta soul con tanto di sezione fiati ed archi che gli danno un’impronta quasi morrisoniana.
Riferimenti: Damien Rice, David Grey, Bill Withers, Boz Scaggs, Randy Newman.
Da ascoltare: Jonah’s Whale, Keep on Walking, Since You Went Away. Voto:



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