venerdì 18 gennaio 2019

Top 'ol 55 del 2018: classifica di Giorgio (Cumenda)

1. Uriah Heep - Living The Dream
2. Spock's Beard - Noise Floor
3. JCM - Heroes
4. Mina - Maeba
5. Bird Streets - Bird Streets
6. Angra - Omni
7. Laila Biali - Laila Biali 
8. Anderson Paak - Oxnard
9. Willie Nelson - Last Man Standing 
10. Billy Thompson - Billy Thompson


mercoledì 16 gennaio 2019

Top 'ol 55 del 2018: classifica di Fabius

1. David Crosby - Here if You Listen
2. Willie Nile - Children of Paradise
3. John Oates - Arkansas
4. Jayhawks - Black Roads and Abandoned Motel
5. First Aid Kit - Ruins
6. Rolling Blackouts Coastal Fever - Hope Downs
7. Brandi Carlile - By the way I Forgive You
8. Richard Shindell - Careless
9. Clarence Bucaro - Like the First Time 
10. Bangles - Sweetheart of the Sun

martedì 15 gennaio 2019

Top 'ol55 del 2018: classifica di Giuseppe (Cerebus64)

1. Anastasio - La Fine del Mondo
2. David Crosby - Here if you Listen
3. Ilaria Graziano e Francesco Forni - Twinkle Twinkle
4. Fantastic Negrito - Please don't be dead
5. Maneskin - Il bello della vita
6. The Men - Drift
7. Gwenno - Le Kov
8. Aaron Lee Tasjan - Kharma for Cheap 
9. Starcrawler - Starcrawler
10. Tush Sultana - Flow State


domenica 13 gennaio 2019

La Top Ten 2018 di Stefano


1. Shinya Fukumori Trio - For 2 Akis
2. Jakob Bro - Bay of Rainbows
3. Bill Frisell - Music IS
4. René Aubry - Petits sauts delicats avec grand ecart
5. Maurizio Brunod,  Giorgio Li Calzi,  Boris Savoldelli - Nostalgia progressiva
6. David Byrne - American Utopia
7. Mathias Eick - Ravensburg
8. Anja Garbarek - The Road Is Just A Surface
9. Mark Knopfler - Down The Road Wherever
10. Turin Brakes - Invisible Storm

Top 'ol 55. Classifiche 2018.

Ecco, ci siamo, le liste dei dischi più belli dell’anno. Almeno per noi blogger. O, meglio, ecco il listone dei nuovi dischi, chiamiamoli ancora così, che abbiamo ascoltato con più piacere e più a lungo durante questo 2018 sovranista. Come sempre gli elenchi sono diversi a seconda dei blogger, ognuno dei quali ha una sua sensibilità ed un suo gusto. L’elenco sarebbe stato infinito ma, contro con lo spirito del tempo che costringe a non scegliere più e a scaricare qualsiasi cosa da Apple Music o Spotify, ho limitato a 10 i dischi da segnalare e proprio per dare un minimo di omogeneità alla classifica riassuntiva ho pensato, come lo scorso anno, di riservarla solo ai dischi che abbiano avuto la citazione di almeno due dei blogger.  
Non sono ancora riuscito a capire se i servizi a pagamento di streaming musicale siano l'Eden per gli appassionati di musica, ma da vecchio accumulatore seriale di dispositivi fisici ancora oggi non mi capacito di questa straordinaria possibilità di avere tutta la musica del mondo a disposizione sempre: temo tuttavia che l'eccesso di offerta non abbia un felice impatto sulle nostre abitudini musicali. 
Perdonatemi, quindi, se vi segnalo cose che secondo voi non meritano. La colpa è di Internet.

martedì 1 gennaio 2019

Recensioni al volo: Tom Freund, Joe Bonamassa

TOM FREUND - East of Lincoln (2018)

Nono album in studio per il vecchio amico di Ben Harper, già collaboratore di Jackson Browne ed Elvis Costello, Matthew Sweet, Victoria Williams e Guided By Voices.
Undici canzoni con melodie infettive, prevalentemente di modalità acustica ma vivacizzate dalla batteria di Matt Johnson (ex di Jeff Buckley), dalla pedal steel di Ben Peeler (Dawes), dalle tastiere di Rami Jaffe (Foo Fighters, Ryan Adams) e dal violino di Jessy Greene (Wilco, Jayhawks). Nonostante tutti questi pesi massimi, Freund è davanti ed al centro del disco, cantando e suonando un mix eclettico di strumenti tra cui chitarra, mandolino, ukulele e contrabbasso.
Se amate Tom Petty, se gradite un pezzo di west coast con influenze country-rock, East of Lincoln è fatto per voi. Da ascoltare: Runaround, Angelus. Voto:


JOE BONAMASSA -. Redemption (2018) 


A due anni dall’ultimo album in studio (più una serie di album dal vivo più i side project Black Country Communion più la partecipazione al disco dei Rock Candy Funk Party più l’album insieme a Beth Hart) il grande chitarrista newyorkese riesce a scrivere l’ennesimo disco (il suo tredicesimo in studio) di grande qualità. Mai banale o commerciale, tra brani di hard rock ledzeppeliano, brani più jazzati, altri di impronta southern o di abituale blues-rock elettrico ed elettroacustico, il disco cresce di ascolto in ascolto e conferma Bonamassa come uno dei musicisti di maggior talento degli ultimi 20 anni. Da ascoltare: Self-Inflicted Wounds, Evil Mama (con l’attacco di batteria che ricorda immediatamente i Led Zeppelin di “Rock And Roll”). Voto:

lunedì 31 dicembre 2018

TOM ODELL


TOM ODELL (2018) Jubilee Road
Un eccellente debutto nel 2013 a soli 22 anni rovinosamente compromesso da un sophomore album dozzinale (ma ben accolto da critica e mercato USA) facevano temere l’ennesima meteora. Invece il terzo lavoro del ventottenne inglese col DNA ricco di soul e le orecchie impreziosite dalla lezione di Coldplay, Leonard Cohen, Jeff Buckley ed Elton John non delude chi lo attendeva al varco con critica curiosità. Un passo di lato, anziché indietro, che avendo perso l’innocenza (ma anche l’ingenuità) degli esordi non lo allontana dal mainstream pur conservando l’ispirazione ed il grande senso melodico del primo album, e tra i maestri lo posiziona a metà strada tra l’Elton John di "Goodbye Yellow Brick Road" e l’appeal radiofonico soft-rock di Bruce Hornsby, tra il pianismo sincopato del primo e quello brillante del secondo. Pochi altri strumenti (oltre alla sezione ritmica, occasionali spunti di chitarra e fiati con funzione di sostegno e di sax con ruolo da solista) completano un suono nel complesso ricco ed a tratti, quando i cori si fanno pregnanti come da lezione gospel-soul, perfino enfatico. Non mancano quindi né testa, né anima né cuore ad un artista che temevamo seguisse il sentiero da "pop for the masses" di qualità come James Blunt, o che sposasse la causa dell’alternative R&B, molto cara al mercato americano. Avremmo perso un artista innamorato del pop-soul dei seventies in grado di ammaliare con la formula di allora i 50-60enni di oggi ma anche di far breccia nel cuore degli adolescenti non hip-hop dipendenti.
Voto Microby: 7.7
Preferite: Queen od Diamonds, If You Wanna Love Somebody, Jubilee Road

Top 'ol 55 del 2018: classifica di Giorgio (Cumenda)

1. Uriah Heep - Living The Dream 2. Spock's Beard - Noise Floor 3. JCM - Heroes 4. Mina - Maeba 5. Bird Streets - Bird Streets ...