Franz Ferdinand - Right thoughts, right words, right action (2013)
Scozzesi di Glasgow, esponenti del più classico Art-Rock, sono al 4° album (a distanza di 4 anni dal precedente) e gli elementi che ne caratterizzano lo stile sono lì, tutti presenti come sempre. La voce quasi svogliata di Alex Kapranos, il gioco di ritmo tra basso e batteria, il chitarrone con i suoi riffs inconfondibili: si percepisce la loro volontà di tornare al loro passato, dopo l'emotivo concept-album electro-dub del 2009 Tonight. Un bel ritorno in pista, con un rinnovato gusto di gestire in maniera egregia le contaminazioni che ce li hanno fatti amare in questi anni: synthpop, garage, post-punk, guitar-pop, eccetera. Voto ★★★★
Guy Clark - My Favorite picture of you (2013)
Il 71enne texano è uno dei maestri della musica americana più tradizionale: personaggio schivo, autore non particolarmente prolifico (circa una quindicina di dischi dal 1975 ad oggi), grande amico e compagno di bevute del grande Townes Van Zandt, dedica questo lavoro a se stesso ed alla memoria della sua compagna Susanna Clark, anche lei musicista. Probabilmente il suo album più personale, più intimo ma anche più classico. Un grande uomo ancora capace di fare grande musica. Voto ★★★★
The Civil Wars - The Civil Wars (2013)
Dopo i successi del precedente album di esordio Barton Hollow del 2011 e dopo numerosi scazzi tra di loro, Joy Willams e John Paul White, hanno deciso di prendere ognuno la propria strada chiudendo l'esperienza di questo duo. Il materiale per questo album era già pronto ed è stato quindi pubblicato, e questo non può che aumentare il nostro rimpianto perché anche qui si riconferma il loro un sound acustico genuino, ancora più maturo che nel precedente, tanto da farlo volteggiare dalla riedizione folk di un classico R&B (tell Mama di Etta James) a quella di un rock più tradizionale (Disarm degli Smashing Pumpkins). Peccato, godiamoci quest'ultimo lavoro e teniamo d'occhio le loro future carriere soliste. Voto ★★★1/2
Junip - Junip (2013)
Band svedese guidata dal cantante/chitarrista di origine argentina Josè Gonzales, è al secondo album (a 10 anni dal primo), e ancor meglio che nel precedente, si caratterizza per atmosfere elettroniche lo-fi e synth-pop. Apparentemente ci sarebbe da preoccuparsi, invece il risultato è decisamente interessante ed è proprio nelle monotonia di fondo che i passaggi psichedelici, uniti alla voce sciolta di Gonzales, rendono quasi magnetica la musicalità della band. Una specie di Air acustici e minimalisti. Voto ★★★1/2





