venerdì 19 maggio 2017

FATHER JOHN MISTY


FATHER JOHN MISTY (2017) Pure Comedy




Josh Tillman, ex batterista dei Fleet Foxes, al terzo album pubblicato sotto moniker ribadisce la lontananza dalle linee musicali della band californiana, ma anche la fedeltà ai suoni cantautorali di fine anni '60/inizio '70. Prepotente in tal senso il riferimento al primo Elton John (cui assomiglia anche per timbro vocale e tecnica pianistica): piano-orchestra-sezione ritmica e poco altro. In particolare è lampante il gemellaggio col capolavoro "Madman Across The Water" (1971). Forte del consenso della critica riguardo al precedente disco "I Love You, Honeybear" (2015; recensione sulle pagine di questo blog), Tillman replica la scrittura limitandosi ad asciugare gli arrangiamenti (la cui occasionale ridondanza lo aveva fatto accostare a Rufus Wainwright), spesso ora caratterizzati solo da voce e piano con scarno contrappunto di archi (ed ancora meno di fiati), ma eccedendo nella lunghezza dei brani e del progetto: 76 minuti che si fanno apprezzare maggiormente nelle singole canzoni, risultando leggermente tediosi nell'insieme. Le lodi sperticate della critica sembrano un po' fuori luogo, considerata l'ispirazione derivativa che data mezzo secolo (Elton John ed Harry Nilsson tra gli altri), ma penna, esecuzione e compattezza dell'album sono indubbie. Caldamente consigliato, dopo quanto scritto, a chi ha amato il primo Reginald Dwight.
Voto Microby: 7.6
Preferite: Total Entertainment Forever, Pure Comedy, Ballad of The Dying Man

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FATHER JOHN MISTY

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