Appunto. Non riesco proprio (e non voglio) dire che è stato un concerto che mi ha lasciato un pò di amaro in bocca. Sicuramente mi aspettavo troppo visto che era la prima volta che assistevo ad un suo concerto e le aspettative erano tante. Sarà stata anche la mancanza di Flaco Jimenez (mamma mia come mancava la sua fisarmonica!) oppure quel look un pò "Anni Azzurri" in gita alle Hawaii o anche l'introduzione della futura nuora (?) Juliette Commagere (bravina ma che c'entrava quel pop elettronico? Ok "c'entrava" Joachim Cooder....battutaccia...). Quindi mi sono imposto di sottolineare le cose buone, anzi ottime: "How can a poor man..", "The very thing that makes you rich" (porca miseria però volevo i cori di Bobby King e Terry Evans!), "Jesus on the Mainline"... E poi la tecnica sempre sopraffina e geniale, sicuramente lontana da un virtuosismo fine a se stesso. Anche Nick Lowe è stata una piacevole sorpresa con quegli occhiali da dandy e quell'aspetto un pò Happy Days ma soprattutto con i suoi brani sixties ed uno in particolare che non conoscevo e che mi ha entusiasmato ("Peace, love & understanding"). Per non parlare poi della bravura di Joachim alla batteria. Vabbè ripeto, i miti non si discutono.
giovedì 2 luglio 2009
Ry Cooder: i miti non si discutono.
Appunto. Non riesco proprio (e non voglio) dire che è stato un concerto che mi ha lasciato un pò di amaro in bocca. Sicuramente mi aspettavo troppo visto che era la prima volta che assistevo ad un suo concerto e le aspettative erano tante. Sarà stata anche la mancanza di Flaco Jimenez (mamma mia come mancava la sua fisarmonica!) oppure quel look un pò "Anni Azzurri" in gita alle Hawaii o anche l'introduzione della futura nuora (?) Juliette Commagere (bravina ma che c'entrava quel pop elettronico? Ok "c'entrava" Joachim Cooder....battutaccia...). Quindi mi sono imposto di sottolineare le cose buone, anzi ottime: "How can a poor man..", "The very thing that makes you rich" (porca miseria però volevo i cori di Bobby King e Terry Evans!), "Jesus on the Mainline"... E poi la tecnica sempre sopraffina e geniale, sicuramente lontana da un virtuosismo fine a se stesso. Anche Nick Lowe è stata una piacevole sorpresa con quegli occhiali da dandy e quell'aspetto un pò Happy Days ma soprattutto con i suoi brani sixties ed uno in particolare che non conoscevo e che mi ha entusiasmato ("Peace, love & understanding"). Per non parlare poi della bravura di Joachim alla batteria. Vabbè ripeto, i miti non si discutono.
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